Una lettura critica di Max Weber

Autori

  • Francesco Sidoti Università dell'Aquila

Parole chiave:

Lettura, classici, scienze sociali

Abstract

Nella rinascita della sociologia italiana dopo il 1945, il confronto con Max Weber ha costituito un passaggio obbligato. Franco Ferrarotti, Alessandro Pizzorno, Francesco Alberoni, Franco Leonardi, Renato Treves, in breve la prima generazione dei padri rifondatori si è misurata apertamente con Weber per tante pagine e in vari volumi. Diversi fattori spingevano in tal senso: all’esterno della disciplina era weberiano il magistero pressante di Pietro Rossi e Norberto Bobbio; all’interno della disciplina il paradigma parsonsiano esercitava in Italia la stessa imponente influenza che esercitava in tutto il mondo. Negli Stati Uniti esistevano alternative a Parsons, ma comunque mettevano Weber al centro della sociologia: Charles Wright Mills offriva un’alternativa di sinistra radicale, ma per molti profili era un weberiano; Don Martindale offriva un’autorevole ricostruzione della disciplina, distinta da quella parsonsiana, comunque dava a Weber un posto centrale. La situazione italiana era destinata a raccogliere pienamente questo aspetto dell’egemonia culturale americana. Infatti, la sociologia prefascista era stata massacrata da Benedetto Croce e Vilfredo Pareto con giudizi oggi raramente ricordati, anche se per certi versi non mancano d’attualità.

Biografia autore

Francesco Sidoti, Università dell'Aquila

Francesco Sidoti è professore emerito nell’Università dell’Aquila (francesco.sidoti@univaq.it)

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Pubblicato

2024-04-08

Fascicolo

Sezione

Note critiche