Una Corte fuorilegge

Autori

  • Elisabetta Grande Università del Piemonte Orientale

Parole chiave:

Stati Uniti, Corte Suprema, Corruzione, Separazione dei poteri

Abstract

Lawless, il nuovo libro di Leah Litman, professoressa alla University of Michigan e nota al pubblico americano per la conduzione di un seguìto podcast sulla Corta Suprema federale (per una storia della Corte Suprema americana, si veda Banner 2025), è un pugno nello stomaco per chiunque immagini il più alto e influente organo giurisdizionale statunitense come un imparziale interprete della legge, costituzionale o ordinaria che sia. Fin dal titolo, l’accusa nei confronti di quell’alta corte – il cui potere sulle vite, non solo degli americani, è immenso – è pesante: si tratta di un organo che agisce “fuorilegge”. Il libro racconta in dettaglio come la Corte Suprema federale statunitense – che a partire dal famoso caso Marbury v. Madison del 1803 si è auto attribuita il penetrante potere di judicial review, ossia di controllo di costituzionalità delle leggi federali, statali e financo delle decisioni delle Corti degli Stati – dietro il tecnicismo giuridico delle teorie interpretative che adotta, nasconda in verità un programma ideologico e politico. L’autrice prova come teorie interpretative quali l’originalismo (per una ferma critica di quel metodo interpretativo, si veda altresì Chemerinsky 2022) – ossia la lettura della Costituzione alla luce dell’intenzione dei padri fondatori o, a seconda dei casi e dei giudici che la fanno propria, del sentimento collettivo al tempo dell’entrata in vigore del testo costituzionale o dei suoi emendamenti – o come la recentissima “dottrina delle questioni di grande rilievo” (major question doctrine) – che stabilisce che le corti non devono deferire alle interpretazioni delle agenzie amministrative in merito alle leggi quando si tratta di questioni di grande rilevanza economica o politica, a meno che il Congresso non abbia chiaramente autorizzato tale azione – siano in verità argomentazioni da azzeccagarbugli, funzionali al raggiungimento degli obiettivi politici-ideologici che i giudici della Corte Suprema hanno in animo di perseguire (per una visione della Corte Suprema come corte politica, sia pur da un punto di vista molto diverso, si veda Posner 2010).

Biografia autore

Elisabetta Grande, Università del Piemonte Orientale

Elisabetta Grande è professore ordinario di diritto comparato all’Università del Piemonte Orientale.

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Pubblicato

2026-03-12

Fascicolo

Sezione

Sezione monografica