Cosa può ancora dirci la Teoria Generale nell’era dell’Intelligenza Artificiale?

Autori

  • Eleonora Sanfilippo Università di Cassino e del Lazio Meridionale

Parole chiave:

Teoria Generale, processi decisionali, Intelligenza Artificiale

Abstract

La Teoria Generale (Keynes 1936) è certamente uno dei libri di teoria economica più noti, dibattuti e influenti di tutti i tempi. Pur essendo stato generalmente considerato dagli interpreti come un testo di non facile lettura, ha il pregio di contenere una straordinaria ricchezza di pensiero, che lo ha reso una fonte di ispirazione inesauribile, sia sul piano teorico sia su quello più concreto della politica economica e della politica tout court. Fu pubblicata nel febbraio del 1936, al termine di una complessa gestazione, che durò dal 1932 al 1935, e dopo un lungo e assiduo confronto dell’autore con i giovani economisti del Cambridge Circus (soprattutto Richard Kahn e Joan Robinson), ma anche con economisti suoi contemporanei e rappresentanti dell’economia ortodossa (ad esempio, Dennis Robertson, Arthur Pigou, Ralph Hawtrey). Keynes, nella prefazione, definì la stesura del libro come una lunga lotta di liberazione per sfuggire alle abituali categorie di ragionamento e formulazioni all’interno delle quali lui stesso si era formato come economista, cioè il paradigma interpretativo neoclassico del funzionamento dell’economia. Questa genesi spiega il tono polemico dell’opera, il carattere talvolta ostico di alcuni passaggi e la presenza, qua e là, di quelle che sono apparse a taluni come contraddizioni o confusioni, elementi che hanno contribuito ad alimentare infiniti dibattiti interpretativi tra i suoi seguaci e i suoi detrattori. Pur tuttavia, una coerenza di fondo nel pensiero di Keynes è stata riconosciuta da molti commentatori, i quali hanno considerato quest’opera come la sistematizzazione, sul piano della teoria economica, di una visione politico-sociale che animava Keynes fin dalla metà degli anni Venti. Tale visione si caratterizzava per una spiccata consapevolezza delle ingiustizie del sistema capitalistico e dei suoi pesanti difetti di funzionamento, per un rifiuto della supremazia dell’interesse individuale sull’interesse collettivo insita nel principio della “mano invisibile” e per una generale convinzione del ruolo indispensabile dei poteri pubblici nella gestione e mitigazione degli effetti dei principali fallimenti del sistema di mercato.

Biografia autore

Eleonora Sanfilippo, Università di Cassino e del Lazio Meridionale

Eleonora Sanfilippo è professore ordinario di storia del pensiero economico presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, e core member dello European Culture and Technology Lab, European University of Technology, EUT+, European Union

##submission.downloads##

Pubblicato

2026-03-12

Fascicolo

Sezione

Il classico in discussione