Archivio

  • Compostella
    V. 44 N. 1 (2023)

    Nel 2023, con questo suo 44º numero la rivista a torna a Perugia. L’impostazione continua ad essere la stessa: fondamentale è la ricerca sulla tradizione del pellegrinaggio a Santiago quale si è manifestata nella storia, nell’arte e nelle letteratura, ambiti ai quali, in questa nuova fase, si vogliono aggiungere nuovi spazi come quelli derivati dagli studi sulla antropologia, l’economia, la statistica… Inoltre, ritenendo che la materia studiata sia collegata all’intera civiltà dei pellegrinaggi e che abbia prodotto una realtà interdipendente, poliedrica, complessa ed articolata, in cui si avvertono influenze reciproche e allo stesso tempo modalità diverse, si cercherà di indagare anche in questi nessi, accogliendo studi sui pellegrinaggi a Roma e Gerusalemme e per quanto riguarda la letteratura odeporica anche sulla contigua letteratura di viaggio di cui indubbiamente, anche se con caratteristiche specifiche, essa è parte. 

    Quindi un vasto spettro che verrà promosso e allo stesso vagliato dal comitato scientifico e di redazione, i cui membri provengono dal mondo universitario o da centri di studio di alto profilo accademico connessi alle materie trattate. 

    La rivista infine vuole porsi nell’ambito di un vasto spazio scientifico che se da un lato affonda le proprie radici nel Centro italiano di studi compostellani, dall’altro radica essenzialmente, con un taglio interdisciplinare, nel mondo della ricerca internazionale, a cui fa esplicito riferimento per i criteri e le regole di ammissione e valutazione dei contributi da pubblicare. 

  • Compostella
    V. 45 N. 2 (2025)

    Il numero 45 della rivista Compostella si mantiene nel solco dalla ricerca e dell’indagine inerenti le tematiche legate ai pellegrinaggi, alla letteratura di viaggio e alla letteratura odeporica. Un’analisi che, pur muovendosi in ambiti interdisciplinari, desidera rispettare un filo conduttore con la civiltà, la storia, la cultura, l’arte dei cammini nelle sue numerose declinazioni. Gli articoli analizzano l’investitura, il significato, i gesti e i simboli legati alla partenza dei pellegrini e la successiva istituzionalizzazione e codificazione del rituale; ampio spazio viene dato, poi, al celebre “miracolo dell’impiccato”, una delle rappresentazioni più famose dell’iconografia jacopea la cui diffusione ha implicato un’attenta indagine non solo artistica. In chiave moderna e contemporanea la rivista ospita un significativo contributo che si inserisce nel dibattito sulla sostenibilità culturale, affrontando la tutela del patrimonio storico-artistico e la valorizzazione dell’identità culturale nelle sue dimensioni linguistiche, religiose, simboliche e immateriali. Di seguito, grazie al reperimento e studio delle fonti, l’investigazione propone un saggio che studia in modo comparato alcuni racconti di miracoli attribuiti a San Giacomo, assieme ad altri contenuti e testimonianze dei Dicta Anselmi di Alessandro di Canterbury. L’ultimo saggio tratta dell’insolita statua a grandezza naturale di San Giacomo vestito da pellegrino, l’unica testimonianza artistica rimasta della fase medievale dell’ospedale romano San Giacomo di Augusta. Si evince, quindi, la collocazione della rivista in uno spazio scientifico multidisciplinare che si estende nella ricerca internazionale seguendone crismi, criteri e regole per l’ammissione e la valutazione dei prodotti in essa contenuti.