V. 11 N. 15 (2026): Cum-Scientia
Aldo Stella e Piergiorgio Sensi, in La percezione e l’oggetto, operano una disamina teoretica dell’ambiguità costituiva di quello che gli studiosi della percezione chiamano “stimolo distale”; ambiguo, perché con esso si intende indicare, da un lato, ciò che si inferisce a muovere dallo stimolo prossimale, dall’altro, la cosiddetta realtà oggettiva, cioè la realtà indipendente dal soggetto, aspetti che sono tra loro inconciliabili.
Dario Rinaldi, in Struttura originaria e metafisica dell’esperienza, discute i due potenziali percorsi che la metafisica può seguire nella tematizzazione dell’essere: quello razionalistico (che si incentra sull’accezione univoca del termine) e quello realistico (che si incentra sull’accezione analogica).
Myriam Garaguso, in Spazio e tempo. Entro l’orizzonte di una possibile metafisica in Kant, mostra come - attraverso le intuizioni pure a priori di spazio e tempo, in Kant si delinea una via che consente di mettere capo ad una nuova metafisica, capace di comprendere se stessa e di aprirsi alla tematica antropologica.
Federica De Felice analizza l’opera di R. Manzotti, Sono libero, o non sono, incentrata sul nesso vita-libertà, dove si richiama il soggetto alla necessità di esporsi e di assumersi i rischi dell’essere libero.
