La percezione e l’oggetto. Riflessioni teoretiche e annotazioni critiche
DOI:
https://doi.org/10.57610/cs.v11i15.632Parole chiave:
stimolo prossimale, stimolo distale, oggetto reale, naturalizzazione, epistemologiaAbstract
Abstract: What emerges from the present work, concerning perception and its relation to objective reality, is that the distal stimulus is a highly ambiguous concept, since it is used to refer, on the one hand, to what is inferred starting from the proximal stimulus and, on the other, to so-called objective reality — that is, reality independent of the subject. These two aspects are irreconcilable: if the distal stimulus is the result of an inferential process beginning with the proximal stimulus, then it cannot be regarded as genuinely independent of the subject, and therefore cannot be taken as constituting the real object. If perception is not to be assigned a meaning and value that do not belong to it, then it cannot be considered the foundation on which to build the cognitive process, for the only genuine foundation can only be the philosophical awareness that recognizes the limits of ordinary perceiving as well as of the project of grounding epistemology on perception. This calls for a re-examination of Quine’s project of naturalizing epistemology, since it is precisely the perceptual process, together with the naturalized theories, that must be brought back within the philosophical framework.
Keywords: proximal stimulus, distal stimulus, real object, naturalization, epistemology.
Riassunto: Ciò che emerge dal presente lavoro, concernente la percezione e il suo rapporto con la realtà oggettiva, è che lo stimolo distale è un concetto decisamente ambiguo, perché con esso si intende indicare, da un lato, ciò che si inferisce a muovere dallo stimolo prossimale e, dall’altro, la cosiddetta realtà oggettiva, cioè la realtà indipendente dal soggetto. I due aspetti indicati sono inconciliabili: se lo stimolo distale è il risultato di un processo inferenziale che prende avvio dallo stimolo prossimale, allora non potrà venire considerato come autenticamente indipendente dal soggetto, così che non potrà venire considerato come tale da configurare l’oggetto reale. Se non si vuole assegnare alla percezione un significato e un valore che non le competono, allora essa non potrà venire considerata il basamento su cui erigere il processo conoscitivo, perché l’unico autentico fondamento non può non essere la consapevolezza filosofica che coglie il limite dell’ordinario percepire nonché del progetto di fondare l’epistemologia sulla percezione. Ciò impone di ridiscutere il progetto di Quine di naturalizzare l’epistemologia, poiché saranno proprio il processo percettivo nonché le teorie naturalizzate che dovranno venire ricondotti all’interno della concezione filosofica.
Parole chiave: stimolo prossimale, stimolo distale, oggetto reale, naturalizzazione, epistemologia.
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