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  • indiscipline
    V. 1 N. 1 (2021)

    La sezione monografica di questo numero – curata da Ambrogio Santambrogio – è dedicata al tema dell’eguaglianza. Si tratta di nove note critiche che testimoniano l’idea guida della nostra rivista: presentare questioni e temi a partire da approcci disciplinari diversi, ma complementari. I libri recensiti, infatti, sono di economisti, giuristi, filosofi, antropologi; così come chi ha scritto le note critiche può essere, a sua volta, sociologo, economista, giurista, filosofo. Impossibile, naturalmente, essere in un qualunque modo esaustivi: il tema è troppo importante, affascinante e complesso per poterlo catturare in modo definitivo e compiuto. Abbiamo però provato a mettere sul tappeto alcune questioni cruciali, in modo anche critico e non conformista. Il lettore potrà così verificare come temi affini siano presenti e variamente ripresi nei materiali del monografico. Solleviamo l’attenzione su una questione, perché intendiamo riprenderla in modo più approfondito: il rapporto tra eguaglianza e merito. Sulle questioni della meritocrazia, e a quella ad essa collegata della valutazione (anche di quella universitaria), intendiamo infatti soffermarci in un prossimo numero.

    Seguono cinque note critiche dedicate a vari libri. Spicca qui la poderosa analisi che Martuccelli fa di recenti eventi accaduti in Cile, che hanno visto come protagonisti nuovi movimenti sociali, attraverso il commento di ben otto libri. Si tratta di un modello che vorremmo implementare anche in futuro: avere informazioni – tramite recensioni di libri – su quello che avviene nel mondo, di fatti e processi che le nostre discipline molto spesso ignorano. Anche la possibilità di fare più note critiche o recensioni di un medesimo testo – come avviene qui per il libro di Cacciari – è una modalità che vogliamo mantenere e implementare.

    Per quanto riguarda le recensioni, abbiamo due esempi interessanti: si tratta di recensioni a tesi di dottorato, che già si fanno notare per la loro qualità e significatività. Ci siamo soffermati solo su alcuni contenuti, giusto per segnalare aspetti che riteniamo particolarmente significativi e, in un certo senso, innovativi.

    Il nostro ringraziamento va però a tutti coloro i quali hanno scritto su questo numero e lo anticipiamo a chi, sulla base di questo nostro primo sforzo, sarà in futuro interessato a collaborare con noi. Nel prossimo numero, saranno presenti due monografici, dedicati il primo alla pandemia da Covid 19; il secondo, al tema del lavoro.

    Il Coordinamento editoriale

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    V. 1 N. 2 (2021)

    Questo secondo numero di indiscipline si apre con un monografico dedicato al lavoro, curato da Mirella Giannini. Si tratta di una questione al centro delle nostre riflessioni attuali, che viene presentata – come sottolinea Giannini nella sua Presentazione – senza privilegiare uno specifico punto di vista, ma cercando piuttosto di documentare, per quanto possibile, l’eterogeneità e la complessità del dibattito relativo. 

    Il 2021 è stato, per la sociologia e più in generale per le scienze sociali, un anno di dolorosi lutti: proprio nei giorni in cui scriviamo queste righe è venuto a mancare Carlo Mongardini, che con il suo lavoro e la sua passione ha influenzato un’intera generazione di studiosi.

    In aggiunta, con commozione ricordiamo la scomparsa di Elena Pulcini: sono ancora vive nella nostra memoria le sue parole di entusiasmo quando le abbiamo proposto di collaborare a questa nuova rivista. Per alcuni di noi è stata, oltre ad una studiosa formidabile, curiosa e brillante, una cara amica, su cui contare sempre e dalla quale avere suggerimenti, stimoli, critiche costruttive e acute. Ci mancherà davvero molto. Questo numero pubblica una nota critica – scritta da Cristina Montesi – al suo ultimo libro, nota che era pronta già prima della sua scomparsa, ma che ora assume per noi un valore del tutto particolare.

    Quello per la scomparsa di Franco Cassano è stato il terzo lutto a segnare dolorosamente questi mesi. Chi lo ha conosciuto – e tra noi c’è chi ha avuto la fortuna di essere anche suo amico – non può dimenticare la sua forza intellettuale, tranquilla e dirompente. L’affabilità dei modi e la radicalità del pensiero sono stati tratti unici con i quali Franco ha segnato le sue relazioni con la comunità – eterogenea e interdisciplinare – degli studiosi, che spesso hanno trovato nel suo lavoro idee inattese e spiazzanti. Al suo lavoro dedichiamo uno speciale (a cura di Stefano Cristante e Onofrio Romano) che spera di rinnovare la curiosità verso il suo lavoro in chi l’ha conosciuto e stimolare quella di chi non lo conosce, in particolare dei più giovani. Per questo speciale abbiamo coinvolto colleghi che sono stati particolarmente vicini a Cassano, e ne hanno condiviso temi e prospettive di ricerca.

    Le note critiche che pubblichiamo, da un lato, tornano su questioni già affrontate nel numero precedente, come quelle di Agostini, Chiodi e Santambrogio; altre affrontano nuovi temi, come quello della causalità (Cimmino); degli integralismi (Traversari); della società dello spettacolo (Tonello); dell’attenzione (Campo). Segnaliamo una doppia nota critica (Borghini e Corchia) dedicata a un bel libro su Bourdieu e Marx, curato da Gabriella Paolucci.

    Nel primo numero avevamo annunciato un doppio monografico, uno dedicato al lavoro e il secondo al Covid-19. Quest’ultimo apparirà sul prossimo, il n. 1/2022, nel tentativo di dare così un quadro più completo e articolato delle pubblicazioni uscite in questo complicato periodo. Con una certa soddisfazione, constatiamo che l’idea di una rivista di recensioni, al di là delle nostre iniziali ansie e preoccupazioni, sembra trovare un riscontro importante nelle varie comunità scientifiche. A tutti i collaboratori di questi due primi numeri, e a quelli che già si sono prenotati per il futuro, va perciò, e a maggior ragione, un sentito e doveroso ringraziamento.

     

    Il Coordinamento editoriale

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    V. 2 N. 1 (2022)

    La seconda annata della nostra rivista si apre con un monografico dedicato alla pandemia. Inevitabilmente, si potrebbe dire. In questi due anni pandemici, sono uscite numerose pubblicazioni e ricerche dedicate a questo tema e un po’ tutte le discipline hanno affrontato la questione, partendo dai loro punti di vista specifici. Anche le scienze sociali si sono ritagliate un proprio spazio di approfondimento e di analisi. In effetti, nella preparazione del nostro monografico, abbiamo scoperto una mole talmente vasta di pubblicazioni che abbiamo subito rinunciato all’idea di farne una rassegna esaustiva. Paola Borgna, curatrice del monografico, ha scelto di presentare alcuni volumi o numeri monografici di riviste, puntando sulla eterogeneità dei contributi: si va da testi che partono da un punto di vista ampio e generale (Morin, Campi, Zizek); ad una ricerca empirica sui mesi di lockdown (Affuso, Parini, Santambrogio); fino a testi che affrontano aspetti inaspettati e interessanti, come l’immaginario pandemico o l’attualità dei Promessi sposi; e senza tralasciare una ricognizione su numeri monografici di riviste on line e su altri materiali digitali. La rivista tornerà in futuro su questa produzione, nella consapevolezza che la pandemia rappresenta un punto di svolta epocale della nostra esperienza collettiva.

  • indiscipline
    V. 2 N. 2 (2022)

    La sezione monografica di questo numero – curata da Massimo Pendenza – è dedicata all’Europa e alle sue crisi. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, la situazione è diventata ancora più complessa, dal momento che la realtà della guerra, che sembrava ormai definitivamente esperienza lontana e remota, si è pericolosamente avvicinata ai confini europei. Questioni economiche, geo-politiche e sociali nuove sembrano radicalizzare la situazione di instabilità, precarietà e incertezza che da sempre caratterizza il vecchio continente. Per tutti questi motivi, la produzione scientifica che si occupa di Europa in questi ultimi tempi si è arricchita di nuove e importanti riflessioni, anche critiche, ma in generale animate da uno spirito convintamente costruttivo. Il nostro monografico fornisce un’ampia documentazione di questa recente produzione: nessun libro recensito è dichiaratamente anti-europeista, ma tutti quanti mettono in luce, in modi e rispetto ad aspetti diversi, la situazione di ampia e diffusa crisi, forse soprattutto di tipo istituzionale, che l’Europa ha davanti a sé.

  • Indiscipline
    V. 3 N. 1 (2023)

    La sezione monografica che apre il numero si propone programmaticamente come indisciplinata. In primo luogo perché dedicata a temi e questioni – l’intersezionalità e i linguaggi di genere – che spesso sfidano il mainstream del sapere accademico, dei suoi formati e dei suoi registri; poi, nello smascherare le finte concessioni di spazio loro concesso; infine, per il suo invitare a pensare diversamente materie di studio e modi di fare ricerca tra (in) discipline. Emanuela Abbatecola, Marinella Belluati e Luisa Stagi hanno curato la raccolta di interventi su una selezione di testi (ivi compreso un romanzo e gli episodi di un podcast) sulle pratiche discorsive come modi di fare maschilità o di generare violenza e, più in generale, sullo spazio del discorso come spazio pubblico da costruire e presidiare; sul contributo dei metodi di ricerca creativi allo studio di diverse forme di alterità; sui femminismi contemporanei e sulle pratiche creative e trasformative fondate su una metodologia della decolonialità; sulla proposta di universalizzazione dell’etica e della pratica della cura, tradizionalmente considerata particolarismo femminile. Le curatrici non hanno però trascurato i temi più classici e frequentati di questi ambiti, come le disuguaglianze di genere nei percorsi scolastici e nelle professioni, o nella rappresentanza politica; e il femminicidio. L’insieme dei testi analizzati compone un quadro fitto e articolato, su cui è possibile ritagliare molteplici e originali percorsi di lettura.

  • indiscipline
    V. 3 N. 2 (2023)

    Ri-comprendere i media, al tempo della Rete e del digitale. Perché le piattaforme “sono un campo di battaglia in cui si riproducono continuamente valori, estetiche e visioni politiche”; con esse, gli ambienti individuali e collettivi in cui conduciamo le nostre esistenze, le relazioni interumane, le forme della partecipazione e della sfera pubblica. Note e recensioni della sezione monografica che apre il fascicolo discutono lavori recenti sul nuovo capitalismo delle piattaforme, o capitalismo digitale, analizzando la concentrazione di potere economico, infrastrutturale e politico-culturale che le piattaforme producono; ma anche lo spazio che potenzialmente aprono a forme di innovazione ed emancipazione. Nell’uno e nell’altro caso, esse costituiscono una sfida per le dinamiche della democrazia. La sezione non trascura la persistente centralità, pur in un ecosistema informativo enormemente cambiato e caratterizzato da nuove forme di convergenza con il digitale, dei media analogici come strumenti per la produzione di auto-narrazioni, di propaganda, di spettacolo politico, di azione pastorale.