Non solo dazi. Economia e ideologia nell’America di Trump

Autori

  • Laura Pennacchi

Parole chiave:

Economia trumpiana, ideologia, Occidente

Abstract

All’insediamento dell’amministrazione Trump, nel gennaio del 2025, il declino degli Stati Uniti, sia come potenza geopolitica sia come economia dominante, era in atto da tempo e anzi la rielezione del tycoon si deve in grossa misura alla promessa di ripristinare l’antico splendore, come recita il motto MAGA, Make America Great Again. L’indebolimento degli Stati Uniti nello scenario globale si evidenzia da pochi dati eclatanti: la discendente quota sul Pil mondiale (dal 20% del 2000 al 15%), l’enorme deficit e indebitamento verso l’estero, le difficoltà a competere, la produttività calante. Quest’ultima era due volte più forte di quella europea a metà del XX secolo, mentre dalla metà degli anni Novanta si situa al medesimo livello di quella dei Paesi europei più avanzati. Oggi gli Usa sono sopravanzati dalla Cina, la quale esprime il 20% del Pil mondiale, investe il 40% del suo Pil, realizza un avanzo dei conti con l’estero pari a 600 miliardi di dollari. Anche l’Unione Europea (che esprime il 12% del Pil mondiale) esibisce un cospicuo avanzo commerciale dovuto soprattutto alla Germania, ma questo è in parte frutto delle “calamitose” politiche di austerità adottate nei primi dieci anni del 2000, le quali hanno costretto i Paesi europei al contenimento della domanda interna e alla quasi stasi economica.

Biografia autore

Laura Pennacchi

Laura Pennacchi, economista, più volte eletta in Parlamento, è stata Sottosegretario al Tesoro con Ciampi nel primo Governo Prodi. È membro del Comitato Scientifico della Fondazione Basso e coordina il Forum Economia nazionale della CGIL. Ha pubblicato saggi per riviste e libri

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Pubblicato

2026-03-12

Fascicolo

Sezione

Sezione monografica